giovedì 30 gennaio 2014

CI RISIAMO...SI VOTA!

Cioè LORO votano, quelli con il passaporto rosso…io sto a guardare…
Questa volta il tema è scottante, mi riguarda e mi interessa.



E’ stata lanciata dal SVP (il Volkspartei svizzero, il partito della gente) la campagna contro l’ “Einwanderung” cioè contro l’immigrazione massiccia che sta avvenendo negli ultimi anni, vista la crisi negli altri Paesi Europei. Praticamente l’iniziativa prevede che la Svizzera, come già altre nazioni (una fra tutte l’Australia), ponga dei tetti limite al numero di immigrati ammessi.

E’ in atto un grande dibattito, tra i partiti, tra la gente; uno di quelli che non ha mai fine, di quelli dove nessuno ha veramente ragione e nessun’altro torto... Immigrazione si; immigrazione no. E’ un po’ come quei grandi quesiti esistenziali senza risposta: “Dio esiste?”; “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”; “Ma Belen ci è o ci fa?” cose cosi, per intenderci..

C’è chi (UDC) teme che dire si all’immigrazione in massa –elegantemente chiamata “libera circolazione delle genti”- prevista dai trattati bilaterali tra Svizzera ed UE sia un po’ come abbassare la testa di fronte alle imposizioni travestite da accordi che arrivano dall’Europa; che negare la libera circolazione possa ripercuotersi negativamente sulla Svizzera e sulla sua economia che, per forza di cose, ha parecchi scambi con i Paesi oltrefrontiera.
C’è anche chi (PPD) pensa che la Svizzera non sarebbe diventata il Paese che è senza gli immigrati; che la ricchezza della Svizzera e la sua prosperità siano anche frutto della mandopera straniera.
La pensa cosi anche la maggioranza del Parlamento.
Per questo dicevo un quesito da bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto...perchè probabilmente queste due correnti hanno ragione entrambe; perchè forse è vero che la Svizzera non sarebbe la Svizzera senza l’aiuto di quei tanti italiani (per esempio) che arrivarono qui dopo la guerra e fecero la loro parte (anche se non sempre, nemmeno allora, vennero accolti a braccia aperte); ma forse è anche vero che pochi stranieri o tanti un po’ di differenza la fa (e io sono l’ultima a dover parlare, ovviamente).
Lo abbiamo visto anche in Italia, un Paese in generale piuttosto esterofilo. Finchè gli immigrati erano pochi erano bene accetti, facevano folclore, suscitavano interesse, scambi culturali. Quando hanno iniziato a diventare tanti gli animi si sono scaldati e i punti di vista sono cambiati. Credo sia normale. Noi non siamo l’America, non siamo nati già cosi, misti. L’Europa è stata qualcosa di veramente ben distinto fino a vent’anni fa, forse trenta. E lo è ancora, grazie a Dio. Già solo il fatto che nei nostri Paesi si parlino lingue diverse e non una sola, come negli Stati Uniti, la dice lunga. Credo sia normale che per noi europei i tempi di integrazione e di globalizzazione siano piu’ lunghi. Io, personalmente, spero che non diventeremo mai come gli Stati Uniti (cosi, per inciso).

Non sono un’esperta di economia, per cui non sono in grado di dire se davvero la Svizzera perderebbe dei privilegi economici e di circolazione merci all’interno dell’Europa nel caso in cui l’iniziativa passasse.
E non sono nemmeno in grado di dire se a livello di conoscenze, abilità e competenze gli stranieri siano davvero un apporto essenziale per un Paese piccolino come questo. Forse si...

Nella mia ignoranza, staro’ a vedere come va a finire il 9 Febbraio, quando i cittadini saranno chiamati a decidere per il loro Paese.

Stay tuned ;)
Gio

P.S. questo post non intende di certo trattare il tema in maniera esaustiva; come già detto, non ne ho i mezzi; è solo un tema su cui riflettere.

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