ANTEFATTO:
Pausa pranzo. C'è il sole. Decido di fare un giro a piedi fino al centro del paesello per comprare un po' di pane.
FATTO:
Appena arrivo alla grande piazza del paese un ragazzino con una giacca arancione e un bel ciuffo mi sorride da lontano e allarga le braccia, un po' cosi, come Fonzie, come a voler dire "oh, ti stavo aspettando"...
Devono essere state le scarpe rosa fluo a trarlo in inganno sulla mia età, vista la lontananza...
E io, ricambiando il sorriso, gli dico: "ah-ah, I don't think so..."
A quel punto lui, in svizzero-lingua-sconosciuta-ai-comuni-mortali, dice qualcosa tipo: "Come fai a dire no se non sai neanche di cosa ti sto parlando..."
A quel punto io sfoggio SEMPRE la mia arma letale (che in realtà non serve a un cazzo, visto che qui tutti parlano inglese) e, con il mio accento-che-piu'-British-non-si-puo', faccio: "I'm sorry, I don't speak Swiss German..." cercando di mettere pure un po' di empatia nella voce, come se davvero mi dispiacesse...
Al che lui (15 anni e 8 mesi circa) switcha all'inglese con la stessa rapidità con cui Arturo Brachetti si cambia d'abito.
Gli spiego che conosco Greenpeace, che sono dei grandi, che le balene come le salvano loro non le salva nessuno ecc. ecc... (e lo penso davvero eh); ma gli spiego anche che una volta WWF mi ha fregata e quindi ho deciso che mai piu' avrei abboccato all'amo.
Lui si dimostra molto interessato e vuole saperne di piu'.
Io, mentre in inglese gli spiego la vicenda, in italiano mi dissocio un attimo, lo guardo meglio e mi dico che se avessi 15 anni starebbe sicuramente sul mio diario.
Lui si mostra comprensivo verso la mia vicenda con WWF e mi dice: "I don't blame you. But if you change your mind, you know that I am right here!"
Io mi allontano pensando: "puoi contarci, cocco!" ; )
G.
mercoledì 19 novembre 2014
venerdì 14 novembre 2014
QUELLE COSE CHE "SOLO IN SVIZZERA" ...
Tipo quando ti trovi nella posta una pacchetto cosi
che ti dice: "da assumere solo su ordine delle autorità competenti" (che già autorità è una parola che mi fa sempre un po' paura...)
E fai una faccia tipo...
che ti dice: "da assumere solo su ordine delle autorità competenti" (che già autorità è una parola che mi fa sempre un po' paura...)
E fai una faccia tipo...
e quando poi capisci cos'è fai piu' una faccia tipo...
e pace, la nascondi in un armadietto che non sia quello delle medicine normali e ti auguri di ricordarti dove l'hai messa nel caso dovesse servirti!
Buongiorno mondo!
Gio
giovedì 13 novembre 2014
CICALE O FORMICHE?
Eccola! E’
arrivata. L’ennesima votazione sulla questione immigrazione.
Tasto dolente da
sempre, per quanto ne so, che quest’anno viene toccato già per la seconda volta
-la prima il 9 febbraio, con esito di un 50.3% di persone favorevoli alla
limitazione dell’immigrazione. Esito che, insieme alla sparizione del segreto
bancario, mina alla base quelle che sono state da sempre le fondamenta di
questo Paese e che rischia di far cadere la Svizzera come un castello di carte.
La questione fa
parte della storia svizzera tanto quanto il cioccolato e la fondue, i
coltellini e gli orologi, visto che la Svizzera è da sempre un Paese di
immigrati e, come ho scoperto con mia
grande sorpresa al Landesmuseum, anche
di emigranti.
Ora è il turno di
Ecopop, che sta per Ecologia e Popolazione. Praticamente l’obiettivo di questa associazione
sarebbe quello di porre un tetto all’immmigrazione (e prevedere un controllo
delle nascite nei Paesi in via di sviluppo) cosi da ridurre l’impronta
ecologica sulla Svizzera e in un certo senso preservare la natura e il
paesaggio per gli svizzeri.
Secondo me è un
po’ il lupo travestito da nonna. Cio’ che chiedono è esattamente cio’ che è
stato chiesto il 9 febbraio (numeri alla mano, chiedono che l’immigrazione sia
bloccata ad un 0.2% della popolazione invece del 1.4% attuale) solo che forse sperano,
buttandola sull’ecologico, di ottenere piu’ consensi e piu’ SI dello scarso
50.3% di febbraio (che pero’ era stato un quasi 70% nel cantone italiano e nei
cantoni di lingua francese).
Peccato che
perfino i Verdi siano contro questa iniziativa che, a quanto pare, non deve
avere granché di “verde”...
Io non so, sono
sempre stata piuttosto contesa sulla questione...per fortuna non spetta a me
votare :D
Da un lato -
essendo un’immigrata io stessa- è chiaro che dovrei essere contro questo tipo
di iniziative. Dall’altro, quasi quasi li capisco...
Pensa se tu ti
sbattessi per anni per far si che le cose nel tuo Paese funzionino in un certo
modo mentre tutti gli altri Paesi intorno a te fanno la fiesta, spendono i soldi delle regioni
in mutande e vacanze in barca, colludendosi con la mafia, mangiandosi i soldi
in senso figurato e non... e poi ad un certo punto, quando arriva la crisi,
venissero tutti a bussare alla tua porta...
E’ come la favola
della cicala e della formica.
Io avrei sempre voluto essere capace di fare
come la cicala, di averne la stessa sfacciataggine, la stessa spensieratezza,
la stessa facci*dac*lo... ma sono formica nel profondo... =( ogni singolo
gene, ogni globulo rosso dentro di me, forse pure i peli, sono formiche!
E sono
cresciuta negli anni 80, anni in cui un po’ tutti facevano le formiche; non si
sperperava tanto come adesso. Credo di avere avuto la mia prima maglietta della
Benetton non riciclata da sorella o cugine a 15 anni... O.O e son traumi che non si cancellano facilmente
:D LOL
E voi che fate? Siete
cicale o formiche?
Ciao!
Gio
mercoledì 12 novembre 2014
E IL NAUFRAGAR M'E' DOLCE IN QUESTO MARE...
Uno dei temi piu’ dibattuti, ultimamente, è quello della “dolce
morte”, o eutanasia.
La storia di Brittany Maynard, che tutti conosciamo, ha
riportato all’attenzione di molti questo tema difficile e cosi tanto personale
da non avere, secondo me, un’opinione giusta o sbagliata.
Tutti hanno ragione. Chi dice che Brittany ha il diritto
di morire come vuole, ma anche chi dice che concedere questa libertà a tutti gli
ammalati potrebbe far sfuggire di mano la situazione, proprio perchè di cosi
difficile discernimento.
Vietare ad una persona di andarsene quando e come decide
lei, in una situazione come questa, per me è come augurarle di provare le
peggiori sofferenze. Percio’ sentire la Chiesa dire “questo non si fa!” mi fa
incazzare non poco.
Io penso che se cinque medici mi dicessero che non c’è
niente da fare e che moriro’ provando dolori atroci...beh, allora anch’io
cercherei un’uscita dignitosa e indolore, come Brittany. Anzi, farei proprio
quello che ha fatto lei: cercherei di stare con le persone che amo, viaggerei
il piu’ possibile e farei cose mai fatte. Non credo ci sia miglior congedo.
Anche per le persone intorno a lei, intendo. Ma che
piacere puo’ avere un genitore a vedere un figlio andarsene soffrendo? Come se
la dipartita stessa non fosse già sofferenza... In nome di cosa poi? Di un
giorno in piu’? un mese? Un mese passato a letto, magari, senza riuscire a
mangiare o a parlare...
Chi mai potrebbe volere questo??
E’ ovvio che nessuno vorrebbe sentirsi dire a 29 anni (ma
neanche a 39, 49...) “la tua strada finisce qui...”; ma se questo deve essere e
indietro non si puo' tornare...beh, allora meglio il “minore dei mali” -in senso
letterale.
Certo, non sceglierei il giorno dopo il compleanno di
qualcuno dei miei cari, quello no... ma anch’io farei lo stesso. Me ne andrei
portandomi via e lasciando ai miei cari ricordi di momenti ed emozioni felici.
E comunque, non spetta a noi giudicare su questioni cosi
personali.
Gio
martedì 11 novembre 2014
FACCE SORPRESE
Avete presente quando, parlando con qualcuno, quel qualcuno vi guarda con la faccia tra lo stupito e lo schockato dicendo: "aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh non ci avevo pensato.... aaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh you are smart...."
Ma che? pensavi che fossi una cretina???
A me sta cosa capita spesso. E mi fa pure INCAZZARE!!
Quindi .... SMETTETELA!!
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