martedì 2 dicembre 2014

QUANDO LA CENA SI FA SARDA...


Metti di conoscere una donna sarda. Metti che ti piace mangiare. Il gioco è fatto!!  E in un attimo è: Cena Sarda!!

E io non me lo sono fatto dire due volte, ovviamente; neanche il peggiore dei raffreddori mi avrebbe fermato!

Io non ho viaggiato molto nella vita, ma di sicuro la cucina sarda la metto tra le migliori, forse la mia preferita, cosi come il Cannonau, la gente, e le spiagge ; )  sto pensando di farmi adottare dai sardi e di imparare il dialetto nella mia prossima vita!

Arriviamo a casa di Manuela, trasferita da Cagliari un paio di anni fa, e l’atmosfera è già accogliente, casalinga, rilassata, come solo noi italiani sappiamo fare.

Manuela è una bravissima cuoca, lo si vede da come si muove in cucina; e se non ci credete andate a vedere la sua pagina facebook “Cucina Sarda”, fa delle cose stupende!


I malloreddus che vedo già pronti nel cesto mi fanno venire l’acquolina in bocca, ma prima mi cimentero’ in cucina provando a farne due o tre...  ecco, giusto due o tre, perchè la mia tecnica è un po’ scarsina, vista la mia inesistente passione per la cucina...



Ora, per chi avesse quel paio di ore libere, i malloreddus si fanno cosi:

300g di semola;
200g di farina;
1 bicchiere d’acqua;
un pizzico di sale
lavorate l’impasto per bene come sapete fare VOI, poi  lasciate riposare per un’oretta.

Una volta pronti, prendete il vostro “su chiliru” o “a bosa” (spero si chiami cosi) e iniziate a cavare i vostri malloreddus.

Grazie a Manuela io ho il mio personale, che prima o poi usero’ di sicuro! una volta che avro’ capito come fare la pasta (cioè qui siamo proprio all’ABC eh...).

La ricetta classica è “malloreddus a sa campidanese” cioè con il sugo alla salsiccia e una bella spolverata di pecorino; ma noi abbiamo mangiato la versione lactosefree, cioè la “malloreddus de stua”, quella con il pollo (altrettanto buona, e chi aveva dei dubbi?!).

La cena si è svolta piacevolmente tra chiacchiere, risate, spiegazioni per Miyuki, bicchieri di vino, oche, carpe e dolcetti...

La compagnia è stata ottima; la cena pure!

Ci siamo lasciati con l’intento di rifarlo, magari con l’anno nuovo...non vedo l’ora!!

Aggiorniamoci! ; )

antipasto

malloreddus

verdura con pane carasau

dolcetti lactosefree


dolcetti






mercoledì 26 novembre 2014

SE HO PAURA PRENDIMI PER MANO - Carla Vistarini




Libro molto piacevole!

Si legge in fretta, la scrittura è scorrevole, bella, di qualcuno che si capisce che sa usare le parole (la scrittrice, tra le altre cose, è anche sceneggiatrice); la storia è divertente e coinvolgente, i personaggi ben caratterizzati.

Uno di quei classici libri da ombrellone o da vacanze di Natale.

Leggetelo!


IL CACCIATORE DEL BUIO - Donato Carrisi

SPOILER ALERT!

Se avete intenzione di leggere questo libro, NON leggete questo post!




Io non amo i thriller, in genere... questo è carino, ben scritto.
Finisce un po' sbrigativamente, ma in generale è una lettura piacevole.

Solo... il satanismo con tutti gli annessi e connessi ha un po' stufato, è un po' inflazionato...
che noia quando ci sono di mezzo Chiese e Papi e quant'altro...

Pero', se siete amanti del genere, credo che vi piacerà.


martedì 25 novembre 2014

lunedì 24 novembre 2014

MA IL NATALE...COS'E'..???

source: google

Negli ultimi anni, quelli dell'expat, la mia concezione del Natale è molto cambiata.

Da quando vivo lontano dai miei per me il Natale è perlopiu' un'occasione per prendermi un paio di giorni liberi e per passare del tempo in famiglia.
Sono lontani i tempi in cui il Natale era l'occasione per farsi regalare quella cosa che tanto volevi e che dava all'evento una nota un tantino consumistica, ma anche tanto utile ; )
Né rappresenta piu' quelle due settimane di vacanze un po' godute un po' forzate che l'azienda ti obbligava a prendere.

Oggi il Natale lo decido io e ha il volto che piace a me!
Natale è diventato un modo per staccare un po' la spina, prendermi del tempo per me e dedicare del tempo alle persone che mi vogliono bene.

Regali non ne faccio piu', non mi piace piu' farli.
Ricordo che adoravo stilare una lunga lista di persone alle quali volevo fare un regalo, pensare con un mese di anticipo a cosa comprare, andare a scegliere quella cosina che avevo visto in quel negozio, incartare, impacchettare, infiocchettare...
Oggi non è piu' cosi. Non voglio piu' farmi guidare da obblighi di nessun tipo, non voglio piu' fare regali quando sono imposti, quando è solo una facciata...

I regali sono anche un po' la misura dell'interesse e della cura degli altri verso di te. Quando un'amica ti regala una spugnetta e un diario chiaramente riciclati e messi insieme per te solo perchè hai detto che passavi, è chiaro che qualcosa non va, che quella persona non ci tiene, non ci ha pensato, a te, non è andata a ricercare qualcosa di speciale per farti fare un sorriso, per mandarti un messaggio che dica: "io ti conosco, so che questo ti piacerà, e l'ho cercato per te perchè ti voglio bene".

E visto che il Natale non è piu' Chiesa e non è piu' regali, ma solo family time, non mi preme nemmeno tanto passarlo con Misou, non mi interessa che facciamo i salti mortali per stare un anno con una famiglia e un anno con l'altra, dividendoci tra umori e malumori.
Tanto noi il nostro Natale ce l'abbiamo 364 giorni l'anno ed è questo l'importante. Conta di piu', per me, un gesto, una gentilezza, una parola, un abbraccio fatti in un giorno qualunque, che un regalo fatto perchè lo fanno tutti.

E di questo non potrei mai essere piu' certa: io il mio regalo piu' bello l'ho già avuto!

source: google

E voi? Che fate a Natale? :)